Chi siamo

SantaCaterina

Negli anni ’70 le periferie della nostra città hanno visto un intenso sviluppo edilizio di tipo residenziale. Di conseguenza sono sorte nuove parrocchie, porzioni del popolo di Dio con riferimento al territorio.

Con decreto del Vescovo Amministratore Apostolico G. Proni in data 11 Febbraio 1975, Cool. Ben. Vol. 41, B.40, venne eretta canonicamente una nuova parrocchia urbana sotto il titolo di”Santa Caterina da Siena”. Sita in via Ifigenia Gervasi n.26 a Forlì.

Anche la nostra parrocchia risale a questo periodo. Don Arturo, con volontà e determinazione, si rese disponibile a svolgere il ministero di parroco. Portava con sé la ricchezza delle esperienze, maturate in precedenza,   come insegnante di religione presso l’Istituto Magistrale, come Assistente per gli Aspiranti e per i giovani di Azione Cattolica, come animatore di gruppi di preghiera presso la Chiesina del Miracolo di via Leone Cobelli. Addirittura alcuni amici lo seguirono nella sua nuova esperienza pastorale per aiutarlo ed incoraggiarlo.

La prima sede per le celebrazioni comunitarie, dal settembre 1972,  fu un negozio sfitto in viale Risorgimento,41: un luogo umile ma intimo e familiare come un “cenacolo”. Il 6 gennaio 1973 vi fu celebrato il primo Battesimo.

Mano a mano che la comunità dei fedeli aumentava di numero si avvertiva la necessità  di un luogo più ampio.  Il quartiere, già densamente popolato, non presentava aree fabbricabili idonee per un complesso parrocchiale. Nel gennaio 1975, in seguito a fallimento, fu posto all’asta un fabbricato già adibito a poltronificio in via Gervasi, 26. L’opportunità  che si presentò aveva dell’inverosimile e ben si può comprendere che sia stata vissuta come un segno della Provvidenza  e la realizzazione di un “sogno”. Con generoso concorso di molte persone lo stabile fu, per quanto possibile, adeguato alle esigenze del culto. L’altare fu donato dalla Cooperativa dei Fabbri Ferrai, per le sedie ognuno ne portò qualcuna da casa. Alle immagini sacre pensò lo stesso don Arturo.

Fin dall’inizio la comunità fu chiamata a farsi carico di un debito di quindici milioni ( di lire, ovviamente!) nei confronti della Curia Vescovile. L’orientamento è sempre stato quello  di non accumulare capitali… e, in vista delle scadenze delle rate, qualche laico dall’altare lanciava appelli ai convenuti. Non so se i vari amministratori che si sono succeduti abbiano sempre dormito sonni tranquilli… credo di poter affermare che la Provvidenza non è mai mancata e che anche i diversi interventi di manutenzione all’edificio,  discretamente onerosi, sono sempre stati onorati.

Il sorgere di una comunità è un particolare momento di grazia: la gente partecipa, sente che ciò che sta nascendo è frutto della collaborazione di tutti. Attraverso l’ascolto della Parola, la celebrazione dell’Eucaristia e la carità fraterna la gente faceva esperienza della presenza e dell’incontro con Gesù, Risorto e vivo: come i discepoli di Emmaus e le prime comunità cristiane.

C’erano appuntamenti settimanali fissi: l’Eucaristia quotidiana con omelia, la preghiera silenziosa di adorazione il lunedì sera, l’incontro del venerdì sera sul Vangelo della domenica, la recita del Vespro alle 18.45,  il catechismo per i ragazzi il sabato pomeriggio e in un giorno infrasettimanale. Una piccola stanza era adibita all’adorazione continua perché chiunque potesse riservare un momento della giornata alla preghiera personale.

La vita comunitaria è sempre stata caratterizzata da stile fraterno, sobrio ed essenziale. Si è sempre avuta attenzione per le attività di Annalena Tonelli, Suor Vivalda Spazzoli, Caterina Savini, Suor Beatrice ed altri missionari diocesani.

Perché la parola del Vangelo fosse “conservata” nella mente, nel cuore e fosse tradotta in vita concreta alcune frasi furono “scolpite” all’esterno del fabbricato (“Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”), all’interno “Tutto è possibile per chi crede”, “ Io sono la Resurrezione e la vita” “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro”. Inoltre furono a questo dedicate ulteriori iniziative: i foglietti ciclostilati  con la traccia dell’omelia domenicale distribuiti dal 1979 al 1991, l’esperienza di Radio Alternativa negli anni 1977-78 con il triplice appuntamento quotidiano di “Incontro col Vangelo”.

Nell’autunno 1976 sorse un Gruppo Scout, in collaborazione con la parrocchia dei Romiti, prima, e con la Parrocchia di Santa Lucia poi. Consolidatosi nel tempo, il 30 aprile 1978, è divenuto Gruppo Forlì 3 rilevando le gloriose tradizioni del gruppo di Santa Maria del Fiore. Ẻ oggi presente con una Comunità Capi che si dedica alle attività di lupetti e coccinelle, esploratori e guide, rover e scolte.

Per rispondere all’invito del Papa per una nuova evangelizzazione, nel 1984,  don Arturo accolse le catechesi neocatecumenali grazie alle quali sono oggi  presenti, in parrocchia,  più comunità che svolgono significativi ministeri. La frase usata per l’annuncio delle catechesi “Dio ti ama così come sei…” è associata  da tutti i forlivesi  alla nostra parrocchia!

Aperta accoglienza anche per il Gruppo del Rinnovamento nello Spirito e per l’Azione Cattolica che, dal 1988 al 1995, è stata presente con ACR, Giovanissimi e Giovani.

Una testimonianza indelebile risale al 1992: la sera del 17 novembre don Arturo rimase vittima di un grave incidente stradale. La collaborazione di tutti i confratelli sacerdoti del Vicariato, la corresponsabilità dei laici alla vita parrocchiale, la serenità di don Arturo che dal suo letto di sofferenza accoglieva ed ascoltava i problemi di tutti sono fatti davvero significativi.

Un momento vissuto con particolare intensità da tutto il popolo, praticante o meno, sono state le attività di preghiera e di approfondimento del ministero sacerdotale dedicate al giubileo sacerdotale di don Arturo nel giugno 1998.  Don Erio, nel suo intervento,  riconobbe l’esemplarità di don Arturo per il suo radicamento nella Parola di Dio, nei Sacramenti e nella Carità e per la piena valorizzazione dei carismi personali di ogni battezzato.

Il 4 ottobre 2002 don Arturo è entrato nella vita eterna e don Stefano è stato chiamato dal Vescovo a succedergli nel ministero di parroco il primo dicembre dello stesso anno.

Col suo entusiasmo e con l’esperienza di fede, precedentemente maturata,  don Stefano ha saputo porsi con giusto atteggiamento verso la gente dalla quale è stato favorevolmente accolto ed apprezzato. Grazie al suo impegno pastorale rivolto alle famiglie, ai giovani, ai ragazzi, a quanti sono nel bisogno e a tutti i parrocchiani la nostra comunità è viva.

Gratitudine va espressa anche per l’opera svolta, in questi ultimi anni, da don Adriano, don Eugenio e, attualmente, da don Agostino.

Non tocca a noi valutare i risultati ottenuti,  può farlo solo chi legge nel  cuore delle tante persone che sono state e sono parte di questo popolo, convocato dal Dio Uno e Trino alla fede, alla speranza e alla carità nella verità. Possiamo, però, esprimere  stupore e gratitudine per le tante persone che, in modo umile e gioioso, hanno offerto e offrono una forte testimonianza per rendere più spedito il cammino di  tutti.

 

Il pensiero corre, ad esempio, allo spettacolo della Festa del Ritorno ( nata come merenda offerta dal parroco) celebrata il 4 ottobre scorso: tanta gente, di ogni età, contenta di ritrovarsi; tante iniziative promosse dagli adulti, dai ragazzi e dai giovani. La proiezione dei filmati riguardanti le attività estive è stata occasione di con

divisione e partecipazione.  Una sinfonia a più voci che testimonia la bellezza di una vita affidata a  Dio nella Chiesa. Anche le belle famiglie giovani presenti  all’interno della Comunità  sono, in maggior parte, formate da persone cresciute in mezzo a noi. Ci sono state e ci sono attualmente vocazioni al sacerdozio. Gesù ha detto: “ Dai frutti riconoscerete gli alberi…”

Continuiamo a pregare e ad operare concretamente perché il bene possa raggiungere e conquistare il maggior numero di persone e rendere piena di senso e di gioia la loro vita!

Grazie, Signore, per averci accompagnato con la tua Grazia e la tua

benevolenza. Nonostante la distanza oggettiva che resta fra la Tua volontà e la fragilità della nostra testimonianza possiamo intravedere un futuro positivo per la nostra comunità

.      Resta con noi, Signore! Resta con noi…

 

 

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